Come agisce il sole sulla pelle?

Pubblicato il da Arianna Franzan

Mentre un tempo le nobildonne si proteggevano dal sole con grandi cappelli e ombrellini parasole per mantenere la loro pelle liscia e chiara, oggi l’abbronzatura è diventata simbolo di benessere e bellezza. Ecco quindi che appena arriva la bella stagione le spiagge si riempiono di appassionati dell’abbronzatura che si stendono al sole. Ma quali sono i benefici e i rischi a cui andiamo incontro?

Oggi sappiamo bene che il sole può portare, oltre ad effetti benefici come la produzione di vitamina D, anche ad effetti negativi sia nell’immediato che nel tempo. Per questo motivo ad ogni inizio estate si moltiplicano i consigli e le raccomandazioni degli esperti. Vediamo quindi come agisce il sole sulla nostra cute. Le radiazioni ultraviolette che arrivano sulla superficie terrestre sono di due tipi: i raggi UVA e i raggi UVB. Gli UVC sono, per fortuna, bloccati dallo strato di ozono. Tali radiazioni elettromagnetiche sono infatti altamente nocive (la vita non sarebbe mai comparsa sulla Terra senza la formazione dell’ozonosfera). L’intensità dell’irraggiamento varia a seconda di fattori quali la lunghezza del percorso che i raggi devono compiere nell’atmosfera, la latitudine e l’altitudine. Gli ultravioletti inoltre sono riflessi dalla superficie su cui incidono, come la neve, la sabbia e l’acqua del mare. Per capire come agiscono gli UV vediamo qual è il loro potere di penetrazione sulla cute. I raggi UVA penetrano in profondità arrivando al derma. Durante il loro passaggio non provocano la pigmentazione cutanea ma solo l’ossidazione della melanina già presente in superficie. Nel derma il loro effetto è quello di provocare la degenerazione delle fibre elastiche portando alla comparsa di rughe e quindi ad un precoce invecchiamento cutaneo se l’esposizione viene attuata senza precauzioni e senza creme protettive. I raggi UVB non penetrano in profondità e nell’epidermide inducono la cosiddetta melanogenesi che fisiologicamente corrisponde ad una protezione naturale, in altre parole, all’abbronzatura. Non provocano quindi fotoinvecchiamento ma possono dare eritemi e scottature. Non dimentichiamo infine la fotocarcinogenesi, cioè il rischio di formazione di neoplasie cutanee a seguito dell’esposizione solare. Per tutti questi motivi è indispensabile esporsi al sole in modo intelligente e utilizzare sostanze in grado di filtrare i raggi solari in modo da sviluppare un abbronzatura progressiva. E’ inoltre importante tener presente che essere già abbronzati non è sufficiente per sentirsi protetti dai danni del sole. I raggi UVA penetrano la cute anche in soggetti scuri portando ai danni sopraelencati.

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