Insaponificabili contro l'invecchiamento cutaneo

Pubblicato il da Arianna Franzan

Non si può certo dire che la ricerca cosmetica non si dia da fare per cotrastare l’invecchiamento della pelle. Per questo nascono continuamente nuove sostanze funzionali che combattono i segni del tempo.

L’invecchiamento cutaneo interessa a vari livelli la nostra pelle. Oltre ad un naturale rallentamento della divisione cellulare e quindi del turnover epidermico, vi è anche una diminuzione della produzione di fibre elastiche a livello del derma e un aumento della produzione di collagene insolubile che causa indurimento del tessuto, al contrario di quello solubile tipico della pelle giovane. Tutto questo porta ad una progressiva perdita di elasticità e tono. Per questo si ricercano principi attivi in grado di penetrare in profondità e restituire l’elasticità compromessa. La fitocosmesi gioca un ruolo importantissimo in questo senso, grazie all’interesse che sta suscitando in questi ultimi tempi la frazione insaponificabile degli oli vegetali. Gli oli vegetali sono una grandissima varietà di sostanze estratte dalle piante, come l’olio d’oliva, l’olio di avocado, di germe di grano, di soia e il karitè. L’olio di avocado, per esempio, contiene l’88% di acidi grassi insaturi, vitamine, lecitina e frazione insaponificabile. Viene per questo utilizzato come sostanza funzionale in numerosi cosmetici restitutivi, per pelli secche, rilassate, mature e nei prodotti solari. È proprio la sua ricchezza in frazione insaponificabile inoltre che lo rende così importante nei prodotti anti invecchiamento. Tale frazione, detta insaponificabile perché è l’unica parte dell’olio che non si trasforma in sapone, è ricca in fitosteroli e isoflavoni e ha un’importante funzione a livello del derma, un tessuto difficilmente raggiungibile con un principio attivo cosmetico. Le molecole che compongono questa sostanza funzionale infatti sono in grado di penetrare in profondità e andare ad agire come delle specie di messaggeri capaci di stimolare il metabolismo dei fibroblasti, le cellule adibite alla produzione di fibre elastiche che compongono la matrice del derma. Si è visto che la loro azione, oltre che aumentare la formazione di acido jaluronico, elastina e fibronectina, è anche quella di stimolare la produzione di collagene solubile, a scapito di quello insolubile tipico del tessuto in fase di invecchiamento. Questa loro azione permette innanzitutto di andare ad agire sulla produzione di fibre proprie, senza il bisogno di introdurre dall’esterno derivati di origine animale, come il collagene, responsabili di intolleranze ed allergie e di stimolare il metabolismo dell’intera cellula che in questo modo, è proprio il caso di dirlo, rimane giovane più a lungo.

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